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23/10/2008 - 12:28
PLASTICO IN POLIURETANO


Potrai consultare e scaricare i dati relativi alle strategie di lavorazione (frese, velocità, materiali, ecc) nell'area riservata. L'iscrizione è gratuita (
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 LAVORAZIONE | MATERIALE

Si tratta di eseguire la base di un plastico sul quale successivamente verranno applicati i modelli degli edifici e le decorazioni (edifici e decorazioni non sono da realizzarsi).

Materiale da lavorare: Poliuretano

 
 FOTO

 
 MACCHINA UTILIZZATA

Produttore:
CIELLE

Modello:
GAMMA 100 x 180

 
 SOFTWARE UTILIZZATO

Produttore:
CIELLE

Tipo di software:
- INCICAM
- ART           
- CAD             
- MILL        

 
 DESCRIZIONE DEL LAVORO

Con Incicam ART è stato importato il file STL (passo 0.05mm di importazione e di risoluzione) ricavando quindi due POL (i campioni realizzati sono 2).

Entrambe sono state filtrate con un filtro MEDIA, una con passo 0.15mm e l’altra con un passo di 0.3mm, i due valori sono stati scelti notando che la superficie originale risultava “a buccia d’arancia” e tenendo conto che con l’aumentare del valore di filtraggio si andavano ‘smussando’ i vari spigoli presenti nella superficie.

I due valori scelti sono sembrati un buon compromesso tra l’eliminazione della rugosità (buccia d’arancia)  e la conservazione degli spigoli

 
 OSSERVAZIONI SULLA PARTE SOFTWARE

Inizialmente il lavoro è stato preparato per essere inciso in una unica esecuzione: si presumevano infatti misure da 100x160 cm e la macchina da utilizzarsi era una Gamma 100x180 .

Successivamente, sono state ricevute direttive per eseguire il lavoro su una Epsilon 130x150 ed il modello era da  1700x1100 mm effettivi.

Questo ha causato una notevole complicazione del lavoro, sia per quanto riguarda il fatto che la lavorazione era da fare in due tempi a causa del lato più lungo (1700 mm non ci stanno in macchina), ed era da fare in due tempi anche per la conformazione in Z del lavoro stesso: utilizzando una fresa "lunga" per poter fare lo scalino evidenziato qui a lato (da circa 45 mm) e considerando che l'altezza "nuda" del plastico (cioè senza considerare alcun spessore sul fondo) era da 142 mm si era praticamente già al limite del campo di lavoro della macchina (190 mm).

Desiderando uno zoccolo di materiale almeno pari a 20 mm, non è possibile realizzare il pezzo se non utilizzando due frese, una lunga ed una corta.

Come da prassi, il pezzo andava ottenuto almeno con due utensili: uno da sgrossatura ed uno da finitura.

Con le premesse appena effettuate si evince come il lavoro totale sarebbe stato composto almeno da 8 strategie:
2 x    strategie di base (sgrossatura+finitura);
2 x    zone Z di lavoro (una fresa corta ed una fresa lunga);
2 =   zone XY di lavoro
---------------------------------------------------------------------------------------------------

Strategie diverse su MILL = 8 file ISO

Avendo da eseguire il lavoro in 2 tempi (sul medesimo grezzo) a causa delle dimensioni XY,  era da trovare una origine comune ai due posizionamenti.
Il pezzo doveva anche essere ruotato di 180° tra un posizionamento e l'altro, essendo impossibile farlo scorrere a causa del magazzino utensili fissato sul piano.

Nella rappresentazione qui a lato si vede la divisione nelle due zone (verde e rosso), ed il loro posizionamento sul piano di lavoro (il rettangolo).
Ricordo che nel lato alto del rettangolo c'è (non riportato nello schema) il magazzino utensili.

Prima è stata prevista l'incisione della zona verde (con le due frese), poi il pezzo deve essere ruotato e riposizionato e quindi si sarebbe proceduto all'incisione della zona rossa.

 L'origine dei file ISO prodotti per l'incisione doveva essere in una zona raggiungibile in entrambi i posizionamenti del pezzo, e doveva altresì essere facilmente ed univocamente identificabile.
Sarebbe dovuto essere un particolare del plastico che venisse realizzato dall'incisione della prima zona, in modo tale che dopo il riposizionamento fosse visibile e quindi utilizzabile per prendere nuovamente l'origine da CL Terminal.
E' stato allora scelto l'incrocio tra due muretti indicato qui sotto dalla freccia rossa (la foto è del pezzo finito).

Lo stesso concetto e' stato applicato all'origine Z, che doveva essere posizionata in una quota raggiungibile sia dalle frese lunghe che dalle frese corte.

I file ISO delle frese lunghe sono stati modificati manualmente nella quota di svincolo: ricordo che il campo Z macchina non consentiva di svincolarsi fuori dal materiale.
Si è dovuto quindi verificare che tali movimenti a punta "alta" ottenuti manualmente non pregiudicassero il risultato.

 
 OSSERVAZIONI SULLA PARTE HARDWARE

Oltre alla complessità del lavoro, già intuibile nel paragrafo precedente, è da aggiungere che ci sono state grosse difficoltà nel bloccare il materiale nelle due posizioni trattandosi di materiale spugnoso.

Il bloccaggio è stato ottenuto piantando (letteralmente con il martello) i morsetti nel materiale e quindi avvitandone la vite sul piano, con un risultato del tutto simile a quello visibile nella foto.

Durante l'incisione, periodicamente, i morsetti andavano serrati nuovamente in quanto le vibrazioni indotte dalla lavorazione ne provocavano il lasco (la spugna del materiale cedeva pian piano).

Si è dovuto inoltre affrontare il problema della realizzazione di una rotazione pari esattamente a 180° del materiale tra il primo ed il secondo posizionamento.
Per essere sicuri di aver fatto una rotazione sufficientemente precisa, si è provveduto ad effettuare una incisione lungo X nella zona ancora da incidere (assicurandosi di non andare a pregiudicare la successiva lavorazione).

 
Dopo la rotazione si è verificato con il comparatore che tale incisione fosse di nuovo parallela all'asse X.

 
 
 
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